Trovare la motivazione per dimagrire

Oggi ospitiamo un nuovo guestpost di una nutrizionista, la Dott.ssa Claudia Rumi che ci parla di motivazione. Non è sempre facile trovarla per andare avanti soprattutto quando si parla di dieta. Nel nostro percorso infatti la parte più difficile da affrontare non è tanto l’inizio: quando si comincia c’è l’entusiasmo, la novità, l’energia. Poi a poco a poco subentra la voglia di comodità, di restare nella comfort zone, di non uscire dai confini conosciuti perché richiede quello sforzo in più. Con il percorso di coaching accanto a quello di fitness sosteniamo proprio questo cambiamento e vi diamo la spinta che vi serve per non mollare e fare il salto verso la vostra nuova immagine! Buona lettura


Qualche giorno fa mi è stato chiesto di scrivere un articolo sulla motivazione, nello specifico, sulla motivazione che ci permette o almeno dovrebbe permetterci di intraprendere un nuovo percorso, una dieta. Ora, i confini tremolanti, i limiti di questa motivazione io li percepisco, li sento rileggendo solo la prima fase. Perché? Beh, “Intraprendere” mi trasmette azione, movimento: mi devo mettere in gioco e FARE attivamente qualcosa. Il termine “dieta” dà l’idea di rinuncia, privazione, difficoltà, e spesso senso di fame, giusto? Io ho ben presente il significato di dieta e ancora più importante ho presente cosa significhi per me; niente a che vedere con i termini utilizzati prima, ma mi rendo conto che forse in questo senso sono io l’eccezione alla regola. E con un po’ di orgoglio dico che vorrei lo foste anche voi.

Quindi, tornando a noi io, dovrei, in poche righe trovare le parole correte per convincervi, stimolarvi, MOTIVARVI ad alzarvi dalla vostra condizione, cambiare rotta, mettervi in gioco, lasciarvi consigliare, guidare e intraprendere un percorso che voi definite “dieta”.

COMPLICATO. Se questi sono i termini vi posso solo dire: o lo volete davvero o molto probabilmente non sarò io a convincervi con questo breve testo. Ma mi dicono che sono caparbia, quindi ci provo lo stesso. Non scappate, ho appena avuto un’idea. Se invece di convincervi ad alzarvi (prima parola passata dalla mente per sottendere movimento) e a mettervi a dieta cercassi di spiegarvi meglio che significato IO attribuisco alla questione?

Per prima cosa mi piacerebbe sottolineare un concetto per me chiave che esemplifico con questa frase: “Non è possibile cambiare ripetendo sempre le stesse azioni” o meglio, Einstein avrebbe detto: “Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi”. Detto in parole semplici: se ad oggi, luglio 2016, vi trovate in una situazione che non va bene, che vi fa stare male, per modificarla dovrete cambiare qualcosa.

Molto probabilmente dovrete partire alzandovi, camminando, andando davanti allo specchio, e parlando con voi stesse/i.

Chiedetevi perché. Perché dovreste iniziare una dieta. Chiedetevi se ne avete davvero bisogno.

Trovare la motivazione per dimagrire

Se è il caso di iniziare l’ennesima dieta oppure LA dieta. Chiedetevi quali siano secondo voi le abitudini (in questo caso alimentari) errate, chiedetevi quanto per voi siano indispensabili e quanto siate disposte a cambiarle, a dire addio ad alcune di esse e ad abbracciare nuove abitudini, migliori.

Prendete in considerazione che dall’altra parte del tavolo c’è una persona che ha ben presente quali siano le difficoltà nell’intraprendere un percorso di rieducazione alimentare, che vi saprà ascoltare e penserà ad un iter personalizzato e idoneo per voi. Se in alcuni casi il punto di partenza potrebbe essere simile a quello della tua migliore amica, vicina di casa ecc. e il punto di arrivo dovrà essere di un certo tipo, la strada da percorrere sarà, molto probabilmente, completamente diversa. Le abitudini si modificano a piccoli passi, sperimentando e meravigliandosi, ma per fare questi passi bisogna VOLERLO, bisogna VOLER CAMBIARE QUALCOSA.

Una cosa in cui credo molto è la rieducazione: dovete capire, comprendere il vostro piano alimentare, dovete sapere perché alcune scelte sono state fatte e questo compito spetta al vostro nutrizionista/dietista. Affidatevi a persone competenti, informatevi. Diffidate da chi promette miracoli e evitate chi non ha un titolo universitario idoneo. Se avete dubbi in questo senso contattatemi, sarò lieta di approfondire.

Ora sarete davanti allo specchio, giusto? Ecco, ripetete questa frase: VOGLIO DAVVERO CAMBIARE QUALCOSA? Nel rispondere a questa domanda chiedetevi però quanto quella merendina post pasto, quella bibita, quel panino divorato mentre si cucina, quel dolcetto mangiato da sole prima di dormire ecc, sia indispensabile; o meglio, che cosa significa per voi, che significato gli attribuite? Se è per fame, vedrete che andando ad alimentarvi con alimenti VERI, nutrienti e sazianti e ridistribuendoli con criterio nei tre pasti principali la situazione migliorerà.

Se è per piacere, gola, appagamento sensoriale, abbiate la coscienza e conoscenza di comprendere che non ci si alimenta solo per piacere ma che fornire nutrimento di un certo tipo al nostro corpo significa anche rispettarlo, accudirlo e permettere allo stesso di svilupparsi al meglio, in tutte le sue capacità. Si mangia per piacere, anche, è vero. Son la prima a dirlo ma ognuno deve trovare il proprio equilibrio e difficilmente lo troverà impostando scelte alimentari solo ed esclusivamente basate sulla stimolazione sensoriale, sulla velocità, sulla praticità e comodità, sul classico “non riesco a farne a meno perché è buono”. Io penso che potreste stupirvi. Datevi solo una chance in più e provate.

mangia cibo vero e trova la motivazione per dimagrire

Se ancora non siete convinte, ho la soluzione per voi: date la possibilità ad altri alimenti di appagarvi (magari serviranno delle ore di rodaggio in cucina per trovare la ricetta giusta per voi, l’accostamento giusto, ma ce la farete!).

Se invece è per noia o per abitudine, chiedetevi quanta importanza state dando al cibo nella vostra vita, quante volte al giorno pensate ad esso, quante volte appena finito di mangiare pensate a cosa potrete mangiare quanto prima possibile. In quel caso alimentarsi per nutrirsi è totalmente in secondo piano.

L’alimentazione ha preso significati diversi. Alimentarsi per riempire e per avere determinate sensazioni. Siatene coscienti e ripartire da voi. Mangiate per noia, solitudine o monotonia? Riempite la giornata, lanciatevi in nuovi progetti che avevate accantonato, dite di si, si, si. Anche quel corso di fotografia che rimandate da anni, fatelo! Per non parlare della gita al mare con le amiche, comprate subito il biglietto del treno, non mi offendo se smetterete di leggermi per farlo, anzi, ne sarò felice!

Mangiate per rabbia? Urlate, dite quello che vi passa nella testa, si, anche quella brutta frase! Liberatevi!

È vero. Ho reso la faccenda semplice, forse o sicuramente molto più di quella che è realmente. Ma penso che sia utile, al fine di capire alcuni meccanismi, semplificarli all’osso. Riderci su forse, ritrovarsi in essi, riflettere.

Quindi, quanto vuoi davvero cambiare?

Se la risposta è: voglio davvero cambiare, ecco la motivazione più forte. L’avete trovata. Afferratela con una mano e tenetela stretta. Guardatevi in faccia, lo riconoscete quello sguardo? Non c’è nulla di più forte. Non c’è nulla di più forte di voi stessi se avete deciso di cambiare. Se siete MOTIVATI.

Dott.ssa Claudia Rumi

Biologa Nutrizionista

Cell. 348 5486019

Mail. claudiarumi.nutrizionista@gmail.com

Instagram: claudia.rumi.nutrizionista

Written by MyEmotional Team