Mollo tutto e cambio vita!

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Se al “mollo tutto e cambio vita” qualcosa vi ha incuriosito, risuonato nella pancia, fatto bisbigliare sotto voce “magari”, state ad ascoltare la mia storia.

Premetto che non sono un’aliena, un’ereditiera milionaria e nemmeno mi piace vivere sotto i ponti.

State tranquilli, non è uno di quegli articoli “mollo tutto e apro un cherenguito ad Antigua” ne uno di quei decaloghi “10 regole per lasciare il lavoro e vivere felici”.

Questa è la storia di come, a 31 anni, ho deciso di prendere in mano la mia vita e smetterla di accontentarmi della mediocrità per dire sì alla felicità. Ci sono tutti gli ingredienti di una bella storia: amore, passione, intrighi lavorativi e di famiglia e tante lacrime e sorrisi.

Quando si chiude una porta si apre…

Tutto inizia nel 2011 quando incontro la mia compagna Elisa e scopro che si può essere felici, che l’amore che fa muovere il mondo e tira fuori il meglio di te esiste davvero e non si racchiude in uno schema. All’età di 31 anni rivoluziono quindi la mia vita sentimentale chiudendo una storia di sette anni con un uomo.

Nel 2014 decido di smettere di mentirmi anche dal punto di vista professionale e mi dimetto dopo una carriera decennale nel mondo HR, per essere felice e in armonia con me stessa.

Oggi sono una Life Coach e quello che mi viene facile fare è aiutare le persone a rinnamorarsi di se stesse, a cambiare la loro vita o il modo in cui la guardano, a non sentirsi sbagliate nella loro integrità di luci e ombre e ad asciugare le loro ali per poi essere pronti a volare di nuovo o per la prima volta.

Eccomi qui dunque, sopravvissuta alla battaglia. Si contano i morti e i feriti: tanti stereotipi, qualche relazione vera come gli auguri di Natale che ricevi il 26 dicembre indirizzati a qualcun altro, il dio tabacco, la taglia 38 da stress, il “sono in riunione, ti richiamo”, i super ciao-uao vestiti di Acne Studios, mammazienda che risolve tutto o quasi.

Eh già, ma non è tutto rose e fiori quando lasci la strada certa per qualcosa che senti nella pancia ma non sai bene dove ti porterà.

Giochiamo in casa…

In questo ultimo anno mi sono sentita spesso persa, con tante ore della giornata di fronte a me da dover affrontare in piena solitudine.

Assalita dall’ansia nel riempire i minuti con “cose da fare”, ho sentito il desiderio di liberarmi delle cose inutili che avevo sempre visto in giro per casa ma di cui non avevo mai avuto il tempo di occuparmi.

Ho iniziato dal mio guardaroba: via le giacche, i pantaloni seri da ufficio, le camice mai messe, le mutande slise e le scarpe col tacco. Sono rimasti pochi abiti comodi, belli, che mi somigliano e delle scarpe basse che avevo comprato da un paio d’anni e non avevo mai messo.

Poi ho fatto qualche piccola rivoluzione buttando il vecchio divano rosso dell’IKEA che mi aveva vista tante volte impietrita davanti alla TV con in una mano il telecomando e nell’altra una sigaretta sempre accesa, cambiando l’ordine dei mobili nello spazio (in 40 metri quadrati poco si può fare ma quel poco può fare la differenza), facendomi costruire da un mio caro amico una scrivania da posizionare sotto la finestra per sentirmi un po’ Carry Bradshow in Sex and the City -lasciatemi sognare!

Vampiri in cucina

Dopo aver sfinito la mia povera casa, passo all’esperimento cucina. Mi viene ancora in mente la faccia di Elisa mentre assaggiava, con il sorriso, piatti vegetariani insipidi super sani di una bellezza estetica davvero discutibile, che preparavo all’impazzata. L’agonia è durata un mese. E quel mese mi è servito per scoprire che l’amore è cieco e anche privo di papille gustative all’occorrenza.

Vogliamo parlare del mio rifugio in Twilight? Mi vergogno un po’ a raccontarlo ma penso che capiti ad ognuno di noi, a volte, trovare conforto in un mondo perfetto, dove nulla ti può succedere e sai che il lieto fine sta per arrivare. Sognante avrò guardato centinaia di volte Edward e Bella volare sugli alberi! Poi un giorno Elisa mi manda questo messaggio con la speranza di farmi sentire protetta nonostante non facessi parte della famiglia Cullen. Lì ho capito che stavo esagerando, che mi ero persa nella foresta ed era il caso di affrontare il pericolo di vivere la vita fuori da Forks.

Finalmente la mia strada

Inizio il tirocinio per diventare Life Coach, 100 ore di persone che decidono di affidarsi a me (OMG proprio a me!), di storie, di lacrime e di sorrisi, di inaspettate grandi soddisfazioni. La paura di non essere all’altezza, di sbagliare e di non sapere come fare a risolvere la difficoltà della persona che mi sta di fronte svaniscono di colpo nel momento in cui mi sintonizzo con le sue emozioni. Mi abbandono al sentire e la nostra sessione di coaching diventa una danza, un fluttuare nella stanza con armonia e senza regole.

E’ arrivato il momento, io ed Elisa a maggio andiamo a presentare il nostro progetto, My Emotional Training, all’Accademia della Felicità. Realizziamo il nostro desiderio di lavorare insieme per far conoscere al mondo il nostro sogno: un mondo fatto di persone dinamiche che hanno valore per ciò che sono.

I sopravvissuti

Eh già, chi si immaginava che Signor Cambiamento mi avrebbe presentato Signora Solitudine?

Dopo un momento di rabbia e di tristezza, ho deciso di approfondire la sua conoscenza e ho scoperto che quella donna vecchia, rugosa, grigia (così me l’ero sempre immaginata) aveva lasciato il posto alla giovinezza di una nuova scoperta.

Lei mi ha insegnato a vedere nel buio amici e nemici sopravvissuti alla battaglia: il senso di responsabilità verso me stessa, la vocina che mi fa sentire socialmente il peso del giudizio a targhe alterne, la voce del mio papà che mi dice “Vai Nani, fidati del tuo istinto!”, quei pensieri intelligenti che si chiamano emozioni, il desiderio di vivere il presente alla grande, la voglia di trovare nell’amore la via per stare al mondo e nel mondo, la paura di avere paura, la fame di idee.

Ho imparato che non esiste un solo mondo e che non ne esiste uno perfetto, esiste quello che più si avvicina al tuo sentire di…adesso.

Written by MyEmotional Team