L’Indonesia: emozione e scoperta

Eccomi qui, tornata da un mese in Indonesia.

Un mese che sembra una vita per emozioni provate, posti visti e persone conosciute.

Un altro mondo si nasconde a 14 ore dalla nostra Milano, un mondo inaspettato che ci ha letteralmente stupito.

Ci immaginavamo un viaggio nel terzo mondo, attraverso miseria o povertà e persone molto diverse da noi.

In realtà, in questo Paese e grazie ai suoi splendidi abitanti,  abbiamo imparato tanto e ci siamo rese conto di come si possa avere una visione di vita ricca di speranza e aperta ad ogni possibilità.

Abbiamo assaggiato cibi tipici in ristoranti piccoli e semplici ma meravigliosi. Abbiamo provato piatti a base di verdure e riso cucinate con creatività in mille modi diversi, perché non è la quantità che fa la differenza ma la fantasia.

Nelle Home Stay in cui abbiamo dormito siamo state trattate in alcuni come delle figlie e in altri   trattate come delle amiche di vecchia data. Abbiamo ricevuto aiuto da tutti quelli a cui con un sorriso lo abbiamo chiesto. Abbiamo fatto tutti gli sport del mondo sentendoci parte della natura e nuotando tra pesci di mille colori.

Ho pensato tanto prima di scrivere questo post. Non volevo essere  banale descrivendo l’itinerario di viaggio o i fatti accaduti. Sono sicura che raccontare di vulcani, surfisti, scimmie, immersioni , gite in barca, animali mostruosi e aerei con un elica avrebbe fatto molto “figo” ma io  preferisco le emozioni: preferisco condividere con voi il perché al mio ritorno  mi sento una persona migliore e più coraggiosa.

Una vita di momenti colorati

La prima forte emozione che mi ha accompagnata  per giorni l’ho provata ad Ubud. In questo paese i gesti  e i ritmi di vita sono legati all’Induismo. Ogni mattina, ovunque fossimo, vedevamo persone vestite di mille colori, sorridenti e speranzose, che costruivano cestini colmi di fiori e offerte e in segno di preghiera li riponevano

I loro piccoli  cestini erano sui marciapiedi, davanti ai negozi, sugli  altarini costruiti  per strada, sui motorini e davvero  ovunque.

Pieni di speranza, rispetto e gratitudine, ringraziavano in anticipo le divinità per la giornata che avrebbero vissuto.

viaggio in indonesia

Ci guardavano e sorridevano per invitarci a sperare con loro. Quei sorrisi, quei gesti, quell’odore di incenso e di mille fiori colorati non li dimenticheremo mai. Io e Nadia durante i riti ci guardiamo e ci emozioniamo: ci sentiamo in pace con la vita e curiose rispetto a quello che ci regalerà la nostra giornata.

Stiamo molto bene e vorremmo  trovare un rito che anche a Milano ci faccia iniziare la giornata mano nella mano, con un sorriso, con la voglia di sperare nel meglio e di mettercela tutta. Non ci serve un rito ufficiale e laborioso e nemmeno  un rito lungo o costoso. Decidiamo che il nostro “rito” sarà quello della colazione insieme: in quel momento, senza telefoni e distrazioni, saremo solo noi. Ci guarderemo e con un sorriso e il cuore aperto ci augureremo buona giornata e  faremo di tutto per renderla tale. Un gesto d’Amore Infinito che ruba  10 minuti ma cambia le nostre giornate.

Il mare è per tutti

La seconda emozione profonda l’ho provata davanti a una semplice onda ad Uluwato.

Viviamo in un mondo in cui  non ci si accontenta mai in cui si cerca di fare e costruire artificialmente sempre di più per poi comunque non accontentarsene.

Ero davanti al mare e non era  neanche tanto pulito o  azzurro. Mi sono fermata e  ho osservato per ore lo sguardo delle persone native del luogo che lo guardavano in silenzio. Il loro sguardo era pieno d’amore fraterno, un amore da cui traspariva affetto, ammirazione, stupore e curiosità. Il mare è gratis, è per tutti e non si può migliorare o rendere confortevole. Il loro valorizzare ciò che la natura ci offre senza troppa ricerca di altro mi fa pensare tanto.

Voglio imparare a dare valore alle cose semplici, banali, quotidiane che la vita mi regale e gratis.

Ha valore uno scorcio di Milano, i miei  amici, un bacio, un abbraccio, il mio Amore verso Nadia, il mio lavoro, il mio scooter, la vista dal nostro balconcino e potrei continuare all’infinito. Incredibile: non mi ero accorta che la felicità è per tutti ed è gratis ma soprattutto che è sotto il naso di chiunque. Sono tante e quotidiane le cose della mia vita per cui vale la pena fermarsi, prendere un attimo, ammirarle e fare un sorriso. Non si tratta di onde o tramonti, quello che mi fa sospirare e sentire fortunata e ricca è solo la mia vita.

myemotionaltrainingTempo o ritmo?

L’ultimo grande insegnamento che ci portiamo dietro dalla Nostra Indonesia è il senso di tempo della vita da loro  inteso come ritmo della natura. In questo luogo le persone vivono lentamente, senza orologio ed orari: vivono ascoltandosi così quando hanno fame mangiano, quando hanno sonno dormono, quando sono stanchi si fermano e oziano e quando hanno bisogno di conforto pregano.

In questo paese le persone non sanno quanto impiegheranno a raggiungere una meta: potrebbero esserci mille imprevisti e  loro non si agitano e lo accettano con il sorriso sempre e comunque.

In Indonesia  ci sono  bambini che  camminano nel nulla per 2 ore per raggiungere la loro scuola, c’è un taxista che  non sa bene dove gli chiedi di andare perché non sa le strade e non ha il navigatore. Qui nella natura più sperduta  mentre fai una gita si ferma la macchina per ore perché c’è una frana. Non sanno quando  forse qualcuno deciderà di sgombrarla e quindi scendono dalle auto e si mettono a chiacchierare per strada fumando una sigaretta e bevendo un thé. Aspettano e se la pausa si allunga si mangiano pure un uovo sodo. Tutti fermi in attesa, tutti ad osservare: ma cosa?

Dopo un primo nervosismo e ansia da milanese imbruttita provo invidia. Mi domando quante gastriti potrei risparmiarmi se smettessi di lottare con in tempo. Rimango azzitita dalla mia follia nell’impormi ritmi disumani senza neanche avere il tempo di pensare.

Decido che cambierò e porto a Milano un grande insegnamento: non è importante il tempo per raggiungere una meta, non lo decidiamo noi; l’ importante è il ritmo della vita che va ascoltato e rispettato.

Ci rifletto  e mi confronto  con Nadia. Abbiamo deciso che  una volta tornate rispetteremo il ritmo delle nostre vite. Vorremmo imparare a fermarci tutti i giorni e chiederci: il ritmo a cui viviamo ci appartiene?  Ci permette di gustarci il viaggio?

Le prime volte saremo spazientite anche solo per fermarci a pensarlo ma abbiamo  avuto la prova che ne varrà  la pena.

 

Written by MyEmotional Team